Il Manager di un' azienda ed i suoi Consulenti devono avere un dialogo speciale, fatto di esperienza e professionalità che si conclude sempre con una soluzione ottimale per l'impresa.
Per questi motivi è importante affidarsi a professionisti che conoscono a fondo i problemi gestionali, formati con anni di studi e di training. Un manager ed il suo Consulente un binomio inscindibile, se è questo quello che cerchi rivolgiti allo Studio Castelluccio.
Lo Studio Castelluccio opera dal 1993 nel settore della Consulenza Aziendale avvalendosi di uno staff di esperti e consulenti al massimo livello professionale, con notevoli esperienze in campo societario (in particolare consortile), nei rapporti banca-impresa, oltre che nell'ambito delle operazioni straordinarie d’impresa.
Chi si aspettava da Monti una manovra economica innovativa e sopratutto equa è stato fortemente deluso.
Si è nuovamente sparato nel mucchio dei soliti tartassati per far presto cassa.
Ma chi, ingenuamente, si poteva aspettava che con un governo di tecnocrati conservatori si puntasse ad una manovra innovativa ed equa?
Così non è stato e così non sarà. Einstein diceva: “Non si può risolvere un problema usando lo stesso modo di pensare che ha creato quel problema”. Quindi non si può risolvere il problema della crisi economica con un tecnocrate che arriva da quel mondo finanziario che ha creato la crisi.
Troppo facile aumentare ancora le accise sulla benzina, reintrodurre l' ICI sulla prima casa con rivalutazioni delle rendite che arriveranno al 60 %, aumentare l'iva, bloccare gli adeguamenti e l'accesso alle pensioni ecc.ecc.
Il compitino lo poteva svolgere anche un liceale con un po' di nozioni di economia, da Monti ci si aspettava certamente di piu'.
Nulla è stato fatto e aimè previsto per la lotta alla corruzione, che costa una fetta importante del PIL comè piu' volte ricordato dalla Corte dei Conti, nulla è stato fatto di concreto per tagli immediati ai costi della politica, niente patrimoniale ma un misero obolo aggiuntivo sui capitali cosidetti "scudati" ritornati grazie al recente condono.
Insomma nulla di diverso della solita "amara minestra" a carico dei soliti noti.
Ma cosi' non va caro Monti, reintrodurre una salatissima ICI a famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo non ha senso. Togliere altri soldi dalle tasche dell'italiano medio-basso (perchè il ceto medio non esiste piu') è un errore madornale che se da un lato ci allontana dal rischio default dall'altro ci spinge verso il baratro della recessione.
Aumentare l'iva e le accise sulla benzina vuol dire dare ossigeno al fuoco dell'inflazione che già divampa.
No cosi' non va Professor Monti, la sua minestra è troppo amara e se anche lei non aveva niente di meglio da proporre e attuare vuol dire che il nostro paese è davvero finito.
Si sposta al 24 giugno il tax freedom day. È un record
Da più parti, fin dal suo primo giorno, il 2011 appena iniziato è stato descritto come “l’anno senza ponti”, prospettiva non certo esaltante per i lavoratori desiderosi di vacanze. Probabilmente, gli italiani troveranno ancora meno piacevoli le stime elaborate dall’ufficio studi dell’Associazione artigiani di Mestre riguardo la pressione fiscale, che continua a crescere, costringendoli a lavorare sempre di più per mettere da parte un gruzzolo sufficiente a regolare i conti con il Fisco.
L’estate libera dalle tasse
Secondo la ricerca, nel 2011 in Italia il tax freedom day (ossia il giorno a partire dal quale il reddito prodotto dal singolo contribuente non è più destinato a pagare le tasse e i contributi, ma può essere liberamente destinato alle sue spese personali) arriverà il 24 giugno.
Purtroppo si tratta dell’ennesimo record in proposito: a partire dal 1990, il giorno di “liberazione dal Fisco” non era mai arrivato così tardi (nel 2010, la ricorrenza cadde il 23 giugno). Nel 1990 il giorno di liberazione cadeva il 7 giugno, nel 1994 il 12, nel 1998 il 17 giugno.
Pressione fiscale inarrestabile
Lo slittamento in avanti del tax freddom day, ovviamente, dipende dal progressivo innalzarsi della pressione fiscale, che nell’ultimo decennio non ha conosciuto sosta. Attualmente, il Fisco si impadronisce del 47,7% del reddito per un quadro e del 34,5% di quello di un operaio.
Principale responsabile della situazione è il famigerato drenaggio fiscale (in inglese, fiscal drag). In sostanza, la crescita della pressione fiscale (rapporto tra la somma di imposte dirette, imposte indirette, contributi sociali e PIL di un Paese) è determinata dall’espansione inflazionistica dei redditi in presenza di aliquote fiscali crescenti stabilite. In seguito alla spinta dell’inflazione (che riduce il potere d’acquisto della moneta) e alla crescita dei salari (che comunque si è verificata nel corso del tempo), i lavoratori vedono rientrare il proprio reddito in scaglioni di aliquote Irpef più elevate, subendo – come conseguenze – un aumento dell’incidenza fiscale in termini percentuali e una riduzione del reddito disponibile.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce tempi e modi dei rimborsi fiscali
L’Agenzia delle Entrate mette il Fisco con le spalle al muro e, con la circolare n.49/E dell’1 ottobre scorso, chiarisce modalità e princìpi cui l’amministrazione finanziaria deve necessariamente attenersi in tema di esecuzione delle sentenze emesse dalle commissioni tributarie. Basta tempi lunghi, in alcuni casi – sia essa favorevole o sfavorevole al Fisco – la sentenza deve essere eseguita in tempi certi.
Princìpi cui attenersi e da rispettare
Con il suo intervento, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’esecuzione delle sentenze deve garantire la certezza e l’effettività dell’obbligazione tributaria (in altri termini, ad affermare il principio che le tasse sono un dovere civico) quanto l’integrità patrimoniale del contribuente. Custodi e alfieri di tali princìpi, gli uffici tributari hanno dunque l’obbligo di dare esecuzione alle sentenze, senza considerare se queste siano a favore o contrarie all’Amministrazione finanziaria.
I tempi dei rimborsi
Proprio come è chiamata a provvedere al recupero delle somme per le pendenze tributarie dei contribuenti, l’Amministrazione deve provvedere in tempi ragionevoli ai rimborsi che spettano quest’ultimi.
Secondo le indicazioni contenuti nella circolare n.49/E, per quanto riguarda i rimborsi fiscali è necessario che gli Uffici tributari si attengano a quanto predisposto dagli articoli 68 e 69 del D. Lgs. 546/1992.
In particolare, l’articolo 68 – che si applica a controversie aventi a oggetto avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, provvedimenti che irrogano sanzioni e iscrizioni a ruolo – statuisce che per dare esecuzione ai provvedimenti giudiziari non sia necessario attendere la notifica della sentenza favorevole al contribuente, né alcuna specifica richiesta o sollecito. In questo caso, dunque, le somme versate in eccesso devono essere restituite entro novanta giorni dalla comunicazione del dispositivo della sentenza da parte della Segreteria della Commissione tributaria all’ufficio (ciò è riferito alle sentenze delle Commissioni tributarie provinciali, ma – ragionevolmente – può essere esteso anche alle Commissioni regionali e alla Commissione tributaria centrale).
Nei casi di giudizi concernenti il diniego espresso o tacito alla restituzione di tributi e relativi accessori, pagati spontaneamente, ossia non in conseguenza della notifica di atti autonomamente impugnabili, vale invece quanto prescritto dall’articolo 69. In questi casi, contrariamente a quanto visto precedentemente, l’Amministrazione è tenuta a effettuare il rimborso solo in esecuzione di sentenze passate in giudicato.